Sede comunale

Municipio Comune di Castelguidone

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Descrizione

Notizie Storiche. Le origini di Castelguidone, data la scarsa documentazione, non sono certe, ma gli storici sono orientati al periodo altomedioevale. Al XIV secolo appartiene la prima notizia della località, citata come “Castrum Guidonum” su documento storico. Nel periodo delle Baronie svolgeva una funzione di controllo sulla vallata grazie alla sua struttura fortificata. Sul territorio si trovano tracce di storia antecedente al periodo medioevale, come una villa romana, alcune colonne del II secolo a.C. (conservate presso la sede comunale) ed una testa di bronzo attualmente esposta nel Museo della Biblioteca Nazionale a Parigi. Le notizie riguardanti il castello sono quasi inesistenti.

Le origini Evidenti sono i nessi tra insediamento e dominazione longobarda nel toponimo ossia nel permanere di formulazioni linguistiche antroponimiche di area germanica nella forma nominale Wido ipocoristico presente a partire dal XII-XIII secolo, castrum Guidonis o de castro Guidonis, su un toponimo che esprime appunto personali longobardi e riconducibile ad una fascia di colonizzazione che copre qui per intero la linea mediocollinare che guarda la valle del fiume Trigno sulla cui natura militare difensiva non dovrebbero sussistere dubbi perché imposta dalla posizione valliva controllata da una fitta maglia di abitati più o meno coevi e contrapposti alternativamente, da un versante all'altro, in posizioni dominanti e di reciproca visibilità. Ciò suggerirebbe l'origine quantomeno altomedioevale della localizzazione urbana primitiva in un'area che pure offre altre e più remote testimonianze di strutture d'epoca romana in contrada Inforchie vecchie (toponimo a quota 291 mt. s. m. c.a) e, con il ritrovamento di alcune monete dell'era claudiana, di un uso più arcaico del territorio. In particolare per quanto riguarda questo sito archeologico i resti dell'edificio monumentale romano furono evidenziati durante una campagna di scavi del 1972 anche se la prima segnalazione risale già al 1953. 
Dopo una prima valutazione che vedeva nei resti una struttura templare più probabile sembra invece ora l'ipotesi che ci si trovi di fronte ad una villa rustica tipologia per altro abbastanza diffusa lungo la valle (si pensi a quella di Canneto). Sullo stesso sito insistono anche resti di un vano absidato che, secondo la tradizione, dovrebbe riferirsi ad un edificio chiesastico che, sulla base dei ritrovamenti tardoromani e poi di seguito altomedioevali e bassomedioevali, lascerebbe supporre dell'esistenza di una sovrapposizione paleocristiana sulle vecchie fabbriche civili romane sopravissuta, con alti e bassi, fino all'epoca moderna. Altro insediamento d'epoca romana, esteso come durata almeno fino alla fase tardo antica, ha lasciate modeste tracce nella località Duaro (toponimo a quota 480 mt. s. m. sa est dell'abitato, sito a 500 mt. s. m.), mentre sul rilievo del Monte (toponimo a quota 844 mt. s. m. a sud dell'abitato) sussistono resti di mura forse da identificare con un recinto fortificato d'epoca medioevale a cui si collega la tradizione orale di un vecchio abitato distrutto dalle formiche (rivisitazione del mito mirmidone come in Montazzoli, Civitella Messer Raimondo etc.). 
La stessa dizione castello offre alcune indicazioni importanti per la comprensione di quest'organizzazione territoriale. Nonostante infatti l'apparente affinità linguistica con il toponimo che identifica l'abitato, Castel Guidone, in realtà questa dovrebbe ritenersi abbastanza recente mentre la dizione arcaica documentata dal XIII secolo specificava invece la formulazione castrum-de castro con carattere di prevalenza fisica su castellum che invece di questa è derivato diminutivo. Il sito Piane Castello (toponimo a quota media 314 mt. s. m. a est dell'abitato) potrebbe perciò indicare una localizzazione una volta identificativa di una qualche struttura militare, distinta dal castrum con il relativo insediamento e subalterna sul piano militare. 
Considerando infine che la località individua ancor'oggi un luogo relativamente piano con un dislivello massimo di meno di 50 metri incuneato sul Vallone S.Giovanni e dominante la sottostante valle del Trigno, c'è da ritenere che esso ospitasse una torre o altro punto elevato artificiale (da cui il toponimo) atto al controllo sia della sottostante valle che guardava il Contado del Molise che il territorio di San Giovanni Lipioni con una funzione tecnica non diversa probabilmente da quella che avrà avuta la Torre di Collerotondo di Celenza e quindi tale da rientrare in quel sistema di avvistamenti intermedi tra gli abitati che connotava il territorio storico. Come in altri casi l'abitato finiva così per trovarsi, pur utilizzando in questa analisi le sole presenze ancora documentabili, riunito agli altri abitati limitrofi attraverso una sistema a triangolo (come in Casalanguida) col vertice sull'abitato stesso e il lato lungo pressochè parallelo al letto fluviale (in questo caso il fiume Trigno) con a oriente il sito Piane Castello e a occidente l'apparato fortificatorio del Monte su richiamato il cui corrispondente, forse senza neanche postazioni intermedie considerato come la valle dell'abbazia di Vallerotana sia più bassa dei due estremi, con l'altro abitato più orientale di Colle Casacco di Schiavi. 
Nel toponimo Castelguidone la formulazione *widaan, lontano, include inoltre uno specifico linguistico che confluisce in personifici noti almeno dal VII secolo e identificativi di toponimi di area preferibilmente longobarda e altomedioevale presenti ad esempio sul territorio di Castiglione Messer Marino nella formulazione Guidone. Nella carta del Magini del 1620 viene infine usata la dizione deformata C.(astel) Giuduni. La dipendenza con il Contado del Molise sull'organizzazione territoriale ecclesiale si riflette anche su quella politica e amministrativa e rispecchia dipendenze di tipo gerarchico per essere giuridicamente la chiesa locale sottoposta alla diocesi triventina e non già a quella teatina. 
Nell'ambito della diocesi triventina compaiono infatti i chierici di Castelguidone elencati nelle decime del 1309 (castrum Guidonum) e del 1328 (clericis de castro Guidonis), mentre la numerazione dei fuochi data al 1432 con 77 per poi passare agli 87 del 1545 e ancora ai 101 del 1561 e infine ai 33 fuochi del 1595. Nel 1648 il feudo va a Marcello Caracciolo con 33 fuochi rimasti tali fino a tutto il 1669 e ormai alla fine del '700 sarà la famiglia dei Luzio a detenerne il possesso. Non si può dire nulla sulla consistenza degli apparati murari anche se l'Abbate nel 1903 vi accenna in relazione a tracce degli stessi in prossimità della poi demolita chiesa parrocchiale di S.Maria della Stella. Frammenti di storia ecclesiale tradizionale sono forse da connettere con la traccia storica di una struttura conventuale sul Monte, o con i resti ancor'oggi visibili della cappella di S.Vito, sull'omonimo colle (toponimo Colle S.Vito a quota 796 mt. s. m. a meridione dell'abitato). 
Gli elementi fin qui osservati chiariscono una dipendenza strutturale degli insediamenti dell'interno dall'economia di valle che va abbastanza antedatata cui si aggiungono gli esiti dell'economia armentizia di transito che lambiscono dall'esterno il territorio a non molta distanza e dunque tenderebbero ad escludere la possibilità che l'insediamento possa essere riferito al XIV secolo come impianto quando invece esso appare già perfettamente identificabile, come abitato accentrato, almeno dal X-XI secolo (e certamente lo sarà nella successiva fase angioina) in analogia con gli abitati vicini, ossia all'incirca all'epoca dell'incastellamento. Il passaggio alla dinastia Caracciolo, mediato dalla precedente copertura politica di questo territorio da parte della famiglia Sangro (titolare fino al 1414), avverrà alle soglie ormai del XV secolo e come tale figurerà ancora, incluso nella baronia di Monteferrante, nella conferma del 1497 a Tiberio Caracciolo e poi nella successiva del 1507 a Marino. Sempre ai Caracciolo, con Celenza, Castelguidone verrà riassunto nel relativo marchesato per finire poi allo scadere del XVIII secolo ai Lutio.

Modalità di accesso

Si accede alla struttura dal portone principale sito in Largo Duca degli Abruzzi, 20, 66040 Castelguidone CH.

Come arrivare

Largo Duca degli Abruzzi, 20 - 66040 Castelguidone

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Mappa.

Costi

L’accesso al municipio è gratuito.

Orario per il pubblico

Consultare le schede dei singoli uffici per ricevere informazioni in merito agli orari di apertura”.

Struttura responsabile

Galleria

Ulteriori informazioni

Altitudine: 775 msl
Abitanti: 295
Superficie: 14,87 kmq
Classificazione sismica: sismicità media
Coordinate geografiche: latidudine 41°49’24″96 N; longitudine: 14°31’22″08 E
Denominazione abitanti: castelguidonesi


Strutture Sanitarie: Piazza Municipio – Telefono: 0873.977021
Ambulatorio Medico:  Tel.:0873.977392
Farmacia: Corosu Antonio – Corso Umberto I, 29 – Telefono: 0873.977393
Carabinieri: stazione di Schiavi d’Abruzzo – via della Chiesa, 1 – Telefono: 0873.970124
Corpo Forestale dello Stato: stazione di Castiglione Messer Marino – Via Istonia – Telefono: 0873.978328
Scuola materna (dell’infanzia) – Via Giardino (Castelguidone) – Cap: 66040 – Telefono: 0873.977039
Scuola elementare (primaria) – Via Giardino (Castelguidone) – Cap: 66040 – Telefono: 0873.977039
Ufficio postale: via Umberto I, 2 – Telefono e Fax: 0873.977313


Giorno Mercato: Martedì


Principali festività
Patrono: San Vito
Festa di San Vito nel mese di Giugno con processione, banda e fuochi d’artificio
Festa di Santa Clementina Ultimo week end di Settembre
Ferragosto Casteguidonese con sagre e manifestazioni  

Ultimo aggiornamento: 19-07-2024

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